Chi siamo
Un vecchio mulino, una griglia a legna lunga tre metri e una famiglia che cucina sul fuoco dal 1987. La storia, i nomi e i fornitori di questa pagina sono inventati: il Tizzone è un ristorante dimostrativo.
Dal mulino alla brace
Il Tizzone apre nel 1987 nel vecchio mulino di Borgo Ferrera, lungo la roggia che ancora passa sotto la veranda. Il nonno Aldo, fabbro di mestiere, costruisce con le sue mani la griglia lunga tre metri che usiamo ancora oggi: ferro pieno, inclinabile, con la brace che si sposta con il rastrello a seconda della cottura.
Per vent'anni è un'osteria di paese: pranzo per chi lavora, grigliata la domenica, il vino della zona nel bicchiere. Dal 2015 la gestisce la seconda generazione, che ha tenuto il fuoco e la semplicità e ha aggiunto una carta dei vini piemontesi, la pasta fatta ogni mattina e un'attenzione nuova per chi ha allergie o non mangia carne.
Chi trovi in cucina e in sala
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Davide Ferrari, lo chef
È alla brace da vent'anni, prima accanto al padre e poi da solo. Decide il menu con le stagioni e sceglie ogni settimana i tagli di fassona dall'allevatore. È lui che accende il fuoco alle dieci del mattino.
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Giulia Ferrari, in sala
Sorella di Davide, sommelier, ha costruito la carta dei vini con piccoli produttori del Piemonte e soprattutto dell'Alto Piemonte. Se non sai cosa abbinare alla costata, chiedi a lei.
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La squadra
In tutto siamo in otto: tre in cucina, uno alla pasta fresca, tre in sala e una persona che segue le prenotazioni e i gruppi. Alcuni lavorano con noi da più di dieci anni.
Nomi e persone sono inventati.
Il fuoco
Usiamo solo legna di faggio e carpino, stagionata almeno due anni: brucia pulita, dà una brace che dura e non lascia sapori amari sulla carne. Il fuoco si accende alle dieci del mattino e si lascia calare fino a diventare brace; a mezzogiorno la griglia è pronta.
Le carni sono di fassona piemontese e frollano da noi fino a trenta giorni, in una cella a temperatura e umidità controllate. La frollatura rende la carne più tenera e saporita: per questo la costata la consigliamo al sangue o media.
Sulla stessa brace cuociamo le verdure dell'orto, il tomino, il porro sotto la cenere. Per chi è celiaco puliamo apposta una parte della griglia.
Da dove arriva quello che cuciniamo
Quattro fornitori principali, tutti entro cinquanta chilometri. Li conosciamo per nome e andiamo a trovarli. Anche loro sono inventati.
32 km
Cascina Valtorta
Alleva fassona piemontese al pascolo. Da qui arrivano costata, tagliata, la carne per la battuta e il ripieno degli agnolotti.
4 km
L'orto dei Mulini
Verdure, erbe aromatiche e frutta di stagione, raccolte la mattina. È l'orto che dà il nome alla nostra minestra.
45 km
Alpeggio Pian dei Larici
Toma, formaggi di malga e burro d'alpeggio, per la fonduta, il risotto e il carrello dei formaggi.
28 km
Cantina Sassorosso
Nebbiolo dell'Alto Piemonte: il Coste della Sesia e il Bramaterra della nostra carta dei vini.
Gli spazi
- Sala interna, 44 coperti
- La sala del vecchio mulino, con le travi a vista e il camino acceso d'inverno. Tavoli da 2, da 4 e da 6.
- Veranda, 16 coperti
- Chiusa a vetri e riscaldata, aperta d'estate sulla roggia. Quattro tavoli da 4.
- Saletta privata, fino a 20 persone
- Per cene di famiglia, compleanni e riunioni, anche a pranzo. Per organizzare scrivi a info@interlyo.com.
- Accessibilità
- Ingresso senza gradini, sala, veranda e saletta tutte al piano terra, bagno accessibile, 2 posti auto riservati nel parcheggio privato.
Quello a cui teniamo
- Le stagioni. Il menu cambia quando cambia l'orto; i piatti firma restano tutto l'anno.
- Il tempo giusto. A cena facciamo due turni, alle 19:30 e alle 21:30, così nessuno deve alzarsi di corsa.
- Niente sprechi. Il vino che avanza te lo richiudiamo e lo porti a casa, e la carne la tagliamo intera, dalla costata al ripieno degli agnolotti.
- Tutti a tavola. In ogni sezione del menu c'è almeno un piatto vegetariano, e per allergie e celiachia ci organizziamo se ce lo dici quando prenoti.